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giovedì 30 ottobre 2025

Il veto della Corte dei Conti sul Ponte, Matilde Siracusano: "Il Cdm può confermare la necessità dell'atto"

 


Se il Consiglio dei ministri la confermerà, la Corte dei Conti dovrà comunque ordinare la registrazione dell’atto, apponendo un visto con riserva

«Sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto il governo, così come già affermato dal premier Meloni e dal ministro Salvini, andrà avanti. Altro che game over, come spererebbe qualche oscurantista dell’opposizione. Nelle prossime settimane - questa una possibile soluzione in campo - l’esecutivo potrà assumersi la responsabilità politica di superare i rilievi della Corte dei Conti. Ci potrà infatti essere una deliberazione specifica del Consiglio dei ministri, che ha il compito di valutare se l’atto in questione risponda a interessi pubblici di rilevanza superiore e quindi debba essere eseguito comunque. Se il Consiglio dei ministri confermerà la necessità dell’atto, la Corte dei Conti dovrà comunque ordinare la registrazione dell’atto, apponendo un visto con riserva. Un atto registrato con riserva acquisisce piena efficacia legale, cioè può essere eseguito normalmente, ma rimane comunque una possibile responsabilità politica per il governo, cosa che francamente non ci spaventa. A causa di questa vicenda perderemo un pò di tempo, ma andando avanti con determinazione eviteremo che questo Paese venga screditato di fronte a chi è pronto ad investire». Lo spiega in una nota Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia.

«Da messinese, da siciliana, sono cresciuta con il sogno del Ponte sullo Stretto di Messina. Un sogno di cui si parla da decenni, una battaglia storica che il presidente Silvio Berlusconi era ad un passo dal realizzare e che solo l’ottusità di una sinistra ideologica ha più volte bloccato», aggiunge Siracusano. La sottosegretaria FI ai Rapporti con il Parlamento rivendica anche che «oggi quella battaglia viene ancora portata avanti con determinazione da Forza Italia, dal nostro segretario e vicepremier Antonio Tajani, e da tutto il governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni». «Anche questa volta forze oscurantiste tentano di fermare un progetto decisivo per il futuro del Sud, un’opera che darebbe a Sicilia, Calabria e all’intero Mezzogiorno la possibilità di crescere e di competere con il resto del Paese», conclude.

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