Nel corso del 2025 Bologna è diventata uno dei principali epicentri italiani delle mobilitazioni pro-Palestina.
Le piazze della città, tradizionalmente attive sul fronte dei movimenti sociali, hanno visto un susseguirsi di cortei partecipati, ma spesso segnati da momenti di forte tensione con le forze dell’ordine.
Blocchi stradali e primi scontri
Il primo episodio di rilievo si è verificato il 22 settembre, quando un corteo ha bloccato la tangenziale e parte dell’A14. La manifestazione è degenerata in scontri con la polizia, con lanci di bottiglie e pietre e l’uso di lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti.
Il 7 ottobre: presidio vietato e violenze in centro
La tensione è salita ulteriormente il 7 ottobre, data simbolica per i gruppi pro-Palestina. Nonostante il divieto della Questura, alcuni manifestanti sono scesi comunque in strada, dando vita a scontri in pieno centro storico: cariche su via Rizzoli, barricate costruite con cassonetti e lanci di oggetti verso gli agenti. La polizia ha risposto con idranti, e almeno un manifestante è stato fermato.
Il grande corteo del 21 novembre
L’episodio più grave si è verificato il 21 novembre. Un corteo di circa 5.000 persone si è trasformato in un campo di battaglia quando un gruppo più radicale ha prelevato materiale da un cantiere per creare barricate e si è scontrato con le forze dell’ordine. Fumogeni, fuochi d’artificio e bottiglie sono stati lanciati contro gli agenti; diversi cassonetti sono stati incendiati. Gli scontri hanno causato almeno otto feriti tra la polizia e quindici persone sono state identificate.
Un clima politico sempre più teso
Il crescendo di tensione ha spinto le autorità a vietare ulteriori manifestazioni considerate a rischio di degenerazione, come quella annunciata nuovamente per il 7 ottobre del prossimo anno. Il divieto è stato giustificato dal timore di nuovi disordini, vista la sequenza di episodi violenti registrati negli ultimi mesi.

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