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lunedì 1 dicembre 2025

Possono essere usati altrove i soldi del Ponte sullo Stretto? La situazione dopo lo stop della Corte dei Conti

 

La bocciatura, il 29 ottobre 2025, della delibera CIPESS che avrebbe autorizzato le risorse per il Ponte sullo Stretto di Messina ha riaperto una domanda mai sopita: i fondi destinati al ponte possono essere usati per altre opere?


Che fine fanno i 3,8 miliardi del Fondo Sviluppo e Coesione?

Secondo le dichiarazioni riprese da diverse fonti politiche, circa 3,8 miliardi di euro provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) risultano di fatto non assegnabili al ponte dopo il diniego della Corte dei Conti. La normativa italiana prevede infatti che, se una delibera finanziaria non viene registrata, le risorse collegate non possano essere impegnate.

Ciò significa che quella quota del finanziamento non può attualmente essere utilizzata per il progetto. Alcuni esponenti politici chiedono che venga “restituita ai territori” e destinata ad altre priorità del Sud: infrastrutture locali, mobilità, scuola, manutenzioni e servizi essenziali.

E il resto dei finanziamenti?

Prima della bocciatura, la copertura ufficiale del ponte era stimata in circa 13,5 miliardi di euro. La parte non legata al FSC rimane, sulla carta, ancora prevista, ma non è realmente spendibile in assenza di una delibera valida e di un progetto approvato.

In sostanza: senza un nuovo atto formale, nessun fondo può essere utilizzato — né per il ponte, né per altre opere.

Possono essere usati altrove? Dipende dalla politica

La mancata registrazione della delibera non libera automaticamente i soldi per altri scopi. Le risorse devono essere riprogrammate, cioè riallocate con un nuovo atto politico e contabile. Solo allora potranno eventualmente finanziare opere alternative.

Se il governo decidesse di ripresentare il progetto con una copertura rivista, i fondi potrebbero essere nuovamente vincolati al ponte. Se invece decidesse di abbandonare il piano, le risorse dovrebbero essere riassegnate.

Conclusione

In questo momento, i “soldi del ponte” sono in una fase di congelamento:

  • una parte — i famosi 3,8 miliardi — non può finanziare il ponte,

  • ma nessuna parte può ancora essere usata altrove, finché non viene presa una decisione politica chiara.

Il futuro di quelle risorse dipenderà dunque non dalla contabilità, ma dalla direzione che verrà scelta per lo sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno.


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